La città è identificata con l’antica “Hippònion”, che fu fondata nel sec. VII
a.C. dagli abitanti di Locri Epizefiri, come dimostrano i ritrovamenti
archeologici.
Nel 442 a.C. Hippònion (Vibo Valentia) e Medma (Rosarno) entrano in guerra
contro la loro fondatrice Locri.
Nel 338 a.C. Hippònion viene distrutta dal tiranno di Siracusa, Dionisio il
Vecchio, che deporta tutti gli abitanti a Siracusa e riconsegna il territorio ai
Locresi.
Nel 379-378 a.C. (come racconta Diodoro Siculo) i Cartaginesi ricostruiscono la
città richiamando gli esuli da Siracusa.
Dal punto di vista archeologico non sono stati trovati elementi per confermare
la distruzione della città, mentre è documentata la conquista da parte dei
Bretti, fino alla conquista dei romani.
Nel 194 a.C. è documentata la fondazione della colonia latina di “Valentia” a
cui venne aggiunto Vibo (dalla radice osca “Veip”).
Nell’89 a.C. diventa municipio romano.
Gode di notevole sviluppo economico con la costruzione della Via Annia Popilia,
che collegava Roma alla Sicilia, passando per il Bruzio.
La città acquista importanza nel periodo delle guerre civili, guadagnando la
riconoscenza di Cesare e Ottaviano, per aver messo a loro disposizione il porto
per le operazioni di guerra contro Pompeo (porto che fu strutturato nel sec.
IV-III a.C. da Agatocle).
Nel periodo imperiale furono eretti il Teatro, il complesso termale e ricche
ville.
Del periodo Bizantino e Normanno si hanno scarse notizie.
La fondazione dell’attuale centro risalgono al 1235, quando il segretario di
Federico II, Matteo Marcofaba, ricostruì la città chiamandola “Monteleone”.
Nel sec. XIV la città fu popolata da famiglie di nobili Francesi e Napoletani,
mentre nel sec. XV venne costituito il Sedile di Nobiltà.
Nel 1420 fu affidata in feudo ai Caracciolo, poi ai Brancaccio, quindi ai
Pignatelli.
Nel 1799 fu occupata dal cardinale Ruffo.
Il 4 gennaio del 1928 la città riprese il nome di “Vibo Valentia”.
Il Castello fu eretto (forse) dove sorgeva l’Acropoli di Hippònion, con
materiali di recupero dei vicini templi greci; la costruzione fu voluta da
Ruggero il Normanno nel 1070 come unica torre ottagonale posta in posizione
strategica, mentre Federico II fece ampliare e rafforzare il maniero con
l’aggiunta di quattro baluardi, mentre Carlo II d’Angiò fece costruire uno
sperone triangolare; nel 1783 il castello fu abbandonato per la rovinosa
distruzione causata dal terremoto; nel 1858, periodo dei Borboni, fu restaurato
ed adibito a carcere; oggi ospita il Museo Archeologico Statale “Vito Capialbi”
nato nella città (1790-1853).
La chiesa del Rosario fu rifatta nel settecento, sopra la preesistente
costruzione del 1280, altare in marmo del settecento, cappella Crispo del
trecento, pavimento con piastrelle maiolicate, molte tele del settecento, sei
statue in legno che vengono utilizzate per la processione del venerdì Santo.
La chiesa di Santa Maria degli Angeli risale al seicento, con statue in legno,
gruppo (Cristo schiodato) del seicento, pulpito in legno scolpito e intagliato.
Il Duomo, dedicato a Santa Maria Maggiore e San Leoluca, fu eretto nel
1680-1723, nel luogo dove sorgeva una basilica bizantina anteriore al sec. IX e
successivamente una chiesa del sec. XIII distrutta dal terremoto del 1638; ampia
facciata con due campanili quadrati, all’interno conserva notevoli opere d’arte.
Vicino si trova il “Valentianum”, l’antico Convento dei Domenicani del 1455,
dove ha sede il Museo d’Arte Sacra del Duomo.
La chiesa di Santa Maria la Nova con portale del cinquecento, conserva pregevoli
dipinti e tele.
La chiesa di San Michele, del 1519, con campanile del 1671 e all’interno cupola.
La chiesa di San Giuseppe, del 1750, con portale del seicento, conserva
pregevoli tele.
La chiesa del Carmine custodisce pregevoli dipinti e tele.
La chiesa dei Cappuccini conserva l’altare maggiore in legno intagliato del
1650, un quadro di Luca Giordano ed un pulpito in legno.
Il Palazzo Capialbi ospita la Biblioteca “Capialbi”.
Poco distante dalla città si trovano le rovine di Hippònion, dove è stato
realizzato il Parco Archeologico Urbano.
Ancora oltre si può giungere a VIBO MARINA, attrezzata stazione balneare.
Nel periodo della Pasqua si celebra “L’affruntata” rappresentazione sacra
dell’annuncio alla Madonna della Risurrezione di Gesù.
Nel mese di agosto si svolge l’Estate vibonese, con sagre e mostre.
Nel periodo estivo si svolgono le Giornate Mediche Internazionali.
Il 26 luglio si svolge la Festa di Sant’Anna.
Nel mese di Marzo si svolge la Festa patronale di San Leoluca.
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