Il nome latino “Taverna” viene riferito come luogo di sosta della strada
romana, che dalla costa saliva alla Sila.
L’antico paese fu distrutto dai Saraceni nel sec. IX o X.
Nel sec. XV fu distrutto da Francesco Sforza.
Ha dato i natali al pittore Mattia Preti (detto il Cavalier Calabrese
-1613-1699).
Nell’ex Convento dei Domenicani (sec. XV) ha sede il Museo Civico.
L’annessa chiesa di San Domenico, fu trasformata nel 1670-1680, soffitto in
legno dipinto, conserva anche pregevoli opere di Mattia e Gregorio Petri.
La chiesa di Santa Barbara conserva innumerevoli opere d’arte.
La chiesa di San Silvestro conserva stoffe del seicento ed una pregevole tela.
Nella chiesa di San Martino fu battezzato Mattia Preti, custodisce una tavola
del seicento e pregevoli tele.
La chiesa di Santa Maria Maggiore conserva altari scolpiti in legno, tele del
1605-1614.
Poco distante dal paese si trovano i ruderi dell’antica cinta muraria e della
struttura cilindrica della torre di Guardia (eretta nel 1428-1431 a guardia del
passo).
Inoltre sono visibili i ruderi della Vecchia Taverna, insediamento eretto fra i
sec. X-XI dagli esuli di Trischene, dove il castello (o Rocca di San Martino)
era il nucleo principale della difesa militare di Taverna Vecchia.
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