All’antica “Scyllaeum” è legata la leggenda del mito di Scilla e Cariddi;
Scilla era la bella ninfa amata da Glauco che fu trasformata in mostro dalla
gelosia di Circe, mentre Cariddi, figlia di Poseidone, fu trasformata in vortice
marino, quindi erano il terrore per i naviganti che attraversavano lo stretto.
Qui sorse “Oppidum Scyllaeum” citato da Plinio.
Il Castello di Scilla sorge sul mare dello stretto, fu eretto in epoca medievale
sopra una fortezza greca, fu posseduto dai Ruffo e subì notevoli danni dal
terremoto del 1783; ospita il Centro Regionale per il Recupero dei centri
storici calabresi.
La chiesa dell’Immacolata (già chiesa italo/greca di San Pancrazio) ha annesso
un monastero, conserva un paliotto in marmi policromi del settecento, tavola
della “Madonna della Porta” del quattrocento, tele del 1608 e del 1761.
La chiesa di San Rocco conserva una statua in marmo del cinquecento e tele del
settecento.
La chiesa di San Francesco custodisce una tavole del seicento ed un coro in
legno.
In località Fondo Florio si trovano le grotte di Trèmusa e della Lamia.
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