Nel luogo si ritirò, nel sec. XII, con alcuni compagni, Gioacchino da Fiore
(detto abate Gioacchino) nato a Colico fra il 1130 e il 1136, per darsi alla
vita penitente dopo essere stato in pellegrinaggio nei luoghi santi e a
Gerusalemme si ritirò alla Sambucina, in seguito fu abate del Monastero
Cistercense di Corazzo, quindi si ritirò nel centro della Sila, nel luogo
chiamato “Fiore” fondando nel 1189 il Monastero “Monasterium Forense” con
annessa chiesa, l’ordine fu approvato nel 1196 da papa Celestino III, l’abate
morì nel 1202 a San Martino di Canale (Aprigliano) ed il corpo fu portato nel
Monastero Forense.
Nel 1500 cominciò a popolarsi, intorno al Monastero l’abitato di San Giovanni in
Fiore, che fu incrementato nel seicento con l’arrivo di abitanti dei casali di
Cosenza.
La Parrocchiale di Santa Maria delle Grazie, facciata con tre portali in pietra
decorata, altare maggiore in marmi policromi del 1770, fonte battesimale del
seicento, sculture in legno e tele del sette/ottocento, copertura del Battistero
in legno, ed altre pregevoli opere d’arte.
La chiesa di Sant’Antonio con altare maggiore in legno intagliato del
settecento, dieci tele del 1745 ed una del 1762.
L’Abbazia Forense ospita il Museo Demologico dell’Economia, del Lavoro e della
Storia Sociale Silana.
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