L’origine greca di “Rhegion” è legata alle vicende di Zancle (Messina)
risalente al sec. VIII a.C.
Intorno al sec. V a.C. la città fu conquistata da Anassilao, che dominò anche
Zancle, fortificando Scillaeum (Scilla); in seguito i figli furono cacciati.
Nella guerra del Peloponneso (Rhegion) fu alleata di Atene.
Mentre nella guerra fra Atene e Siracusa, combattè contro quest’ultima per
contrastare Dionisio di Siracusa.
Nel 386 a.C. dopo la sconfitta sull’Ellèsponto, fu distrutta.
Nel 360 a.C. fu ricostruita da Dionisio il Grande con il nome di “Febea”.
Nel 280 a.C. si alleò con Roma contro Pirro e i Cartaginesi, i Romani inviarono
in aiuto un esercito di Campani che si impadronirono della città, in seguito i
Romani punirono i Campani restituendo la libertà a Rhegion che, dopo la guerra
sociale, diventò municipium (89 a.C.) con il nome “Rhegium”.
Nel periodo di Augusto ebbe il nome “Rhegium Iulium”.
Nel 410 fu distrutta da Alarico.
Nel 549 fu conquistata da Totila ed in seguito dai Bizantini, quindi dai
Saraceni e nuovamente dai Bizantini.
Nel 1059 fu conquistata da Roberto il Guiscardo, diventando base per la
conquista della Sicilia.
Nel periodo degli Svevi e degli Angioini seguì le vicende storiche di Messina e
della Sicilia.
Nel periodo degli Aragonesi ottenne privilegi, diventando metropoli della
Calabria.
Nel cinquecento subì notevoli incursioni da parte dei pirati Turchi.
Nel 1543 fu incendiata dal corsaro Khair ad-din (detto Barbarossa).
Nel 1550 fu presa da Mustafà Pascià; nel 1563 dal corsaro Dragut; nel 1594 da
Scipione Sinan Cicala.
Nel 1808 fu presa dai Francesi ed elevata a Ducato.
Nel 1810 subì il bombardamento da parte degli Inglesi.
Nel 1847 si ribellò al dominio dei Borbonici.
Nel 1860 fu liberata dalle truppe garibaldine.
Nel 1908 fu devastata dal terremoto e ricostruita.
La costruzione del Castello Aragonese risale (forse) al 536, mentre le torri e
parte della cortina furono fatte erigere nel quattrocento, mentre i recenti
restauri hanno restituito l’antico splendore; nell’agosto del 1860 vi entrò
vittorioso Garibaldi; all’interno è ospitato l’Osservatorio geofisico e
sismografico.
Il Monastero della Visitazione di Santa Maria fu fondato nel 1745 ed in seguito
elevato a Santuario del Sacro Cuore; la chiesa custodisce la scultura in legno
del Sacro Cuore (sec. XIX), altare maggiore in marmi pregiati, due candelieri in
alabastro.
L’Eremo della Madonna della Consolazione fu fondato intorno all’anno Mille
(forse), nel 1547 venne realizzata l’attuale icona della Madonna della
Consolazione, nel 1577 (dice la tradizione) la sacra immagine parlò ad un umile
frate annunciando la fine di una terribile pestilenza, un secolo fa è stato
ampliato con la costruzione del Santuario.
Il secondo sabato di settembre si svolge la Festa della Madonna della
Consolazione con l’immagine mariana posta sopra una vara (tre tonnellate) e
portata a spalla dal santuario alla cattedrale.
Notevoli sono i musei che documentano la cultura della zona: Museo
dell’Artigianato Tessile della Seta, Costume e Moda Calabrese – Museo di
Biologia Marina e Paleontologia di Reggio Calabria – Museo degli Strumenti
Musicali – Museo Archeologico Nazionale fra i più ricchi di reperti.
Piccolo Museo Agrumario.
Biblioteca Comunale.
Archivio di Stato.
Teatro Comunale “Francesco Cilea”.
Il Palazzo Municipale è anche sede del Consiglio Regionale della Calabria.
Il Duomo, dedicato all’Assunta, è stato eretto ad imitazione dello stile
romanico, all’interno sepolcri del seicento, reperti provenienti dalla vecchia
cattedrale distrutta, tela del 1665, statue.
Vicino si trova l’Arcivescovado che custodisce il Tesoro della Metropolitana.
La chiesa di San Sebastiano conserva un Crocifisso ligneo del settecento.
La chiesa degli Ottimati, intitolata all’Annunziata, fu così chiamata per
volontà di Ferdinando IV di Borbone, interno con cupola, reperti provenienti
dalla chiesa di epoca normanna (Santa Maria di Terreti) e dalla chiesa bizantina
degli Ottimati, ospita la Confraternita della SS. Annunziata.
La chiesa di San Paolo alla Rotonda con mosaici ed opere d’arte moderne,
custodisce una tavola del quattrocento.
Nella vicina località Catona si pensa che si trovasse la stazione d’imbarco per
la Sicilia detta “ad fretum ad statuam, dove terminava la Via Popilia costruita
dai romani, distrutta nel 1283 durante la guerra del Vespro.
La leggenda racconta che da qui sia partito San Francesco da Paola, per andare
in Sicilia, usando come imbarcazione il proprio mantello.
VILLA SAN GIOVANNI è il secondo porto da cui partono i traghetti per l’isola.
In via Garibaldi ha sede il Museo Naturale dello Stretto di Messina nel
Mediterraneo.
Lo STRETTO DI MESSINA era già praticato in epoca preistorica.
Dopo la conquista da parte dei Greci (sec. VIII a.C.) lo stretto cominciò ad
assumere un ruolo importante per i rapporti con il continente, quindi gli Ioni
(fondatori di Zancle – Messina) vollero costruire una città gemella dall’altra
parte dello stretto per avere il controllo del passaggio.
Solo gli Etruschi avevano il libero transito fino alla battaglia di Cuma (474
a.C.)dove furono sconfitti e persero il dominio dei mari.
In seguito lo stretto fu aspramente conteso fra Reggio e Siracusa.
Nel 396 a.C. i Cartaginesi distrussero Messana (Messina), che ricostruita
diventò siracusana permettendo nel 387 a.C. a Dionisio il Vecchio di conquistare
Reggio e dominare i transiti sullo stretto.
Nel sec. III a.C. i romani si impadronirono dello stretto (Fretum Siculum) per
la guerra contro Cartagine e per il possesso della Sicilia.
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