Nell’Itinerario di Antonino è citata con il nome Nicòtera.
Nel sec. IX fu abbandonata a seguito delle frequenti incursioni saracene.
Nello stesso luogo fu ricostruita da Roberto il Guiscardo che la dotò di
fortificazioni.
In seguito fu conquistata da Ruggero di Laurìa che fece costruire e fortificare
il porto.
Quindi fu conquistata dagli Angioini.
Nel 1638 fu saccheggiata dai Barbareschi ed abbandonata.
Nel 1760 fu devastata dai Turchi.
Il Castello Ruffo fu eretto nel 1764 da Ermenegildo Sintes, sopra i resti del
precedente castello svevo/angioino, con tre torri quadrilatere agli angoli.
Il Castello ospita il Museo Mineralogico, il Museo Civico Archeologico, il
Centro per lo Studio e la Conservazione della Civiltà del Poro.
La Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, eretta da Ermenegildo Sintes nel
1785 sopra i resti della precedente normanna, con portale d’accesso al campanile
in pietra, custodisce pregevoli opere d’arte.
All’interno dell’Episcopo ha sede il Museo Diocesano d’Arte Sacra.
Il Palazzo del Seminario ospita la Pinacoteca Vescovile.
Il Convento dei Cappuccini con la chiesa di San Francesco eretta nel
quattrocento.
Poco distante, verso il mare, si arriva a Nicòtera Marina, rinomata stazione
balneare.
Nella zona si trovano siti archeologici risalenti al periodo romano, edifici
medievali.
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