Anticamente veniva chiamato “Muranum”, mentre nell’itinerario di Antonino
(sec. IV d.C.) viene citato con il nome “Summuranum”.
Fu affidato in feudo ad Apollonio Morano, poi ad Antonello di Fuscaldo, a
Sanseverino di Bisignano, agli Spinelli di Scalea.
Negli antichi edifici del centro storico ha sede il Museo
Etnografico/Naturalistico Centro Studi del Pollino “Il Nibbio”.
Nel Palazzo Malmena ha sede il Museo Etnografico di Storia dell’Agricoltura e
della Pastorizia.
La chiesa di San Bernardino fu eretta nel 1452, per volere di Antonio
Sanseverino, principe di Bisignano e consacrata nel 1485 da Rutilio Zeno,
facciata preceduta da portico con quattro arcate (rifacimento del seicento) con
resti di affreschi, due portali del 1485, all’interno soffitto in legno del
1538, due cappelle, resti di un chiostro, pregevole polittico del 1477, oltre ad
altre numerose e pregevoli opere d’arte.
La Collegiata della Maddalena, con piastrelle maiolicate policrome nella cupola
e nella cuspide del campanile, all’interno pregevoli opere d’arte di varie
epoche.
La chiesa di San Nicola custodisce paliotti in stucco policromo, statua
d’alabastro, tele del seicento, dipinto del 1739, coro in legno del 1779.
Del Castello, di origine normanna e rifatto nel cinquecento, sono visibili un
torrione e muraglie, appartenne ai Sanseverino di Bisignano.
La Collegiata dei SS. Pietro e Paolo con nella facciata una statua in pietra del
quattrocento, conserva dipinti, statue in marmo scolpite da Pietro Bernini
(padre di Gian Lorenzo Bernini) verso il 1591, statua in legno del seicento,
lastra tombale del trecento, croce in argento del 1445.
La chiesa del Purgatorio conserva tele del sei/settecento.
Poco distante dal paese si trovano le rovine del Monastero di Colloreto eretto
nel 1545 dal beato Bernardo da Rogliano, sopra i resti (forse) di un edificio
più antico.
La domenica vicina al 20 maggio si svolge la Festa della Bandiera, per celebrare
un episodio del sec. IX, quando i Saraceni comandavano nel paese esigendo un
esoso “dacium”, quindi gli abitanti si ribellano, uccidono gli oppressori e
tagliano la testa al loro comandante, per cui nello stemma della città appare
una testa di moro con il motto “vivat sub umbra morus”; dalla piazza del
castello si forma uno sfarzoso corteo del “Feudatario” mentre dalla piazza di
San Nicola parte un corteo più modesto del “Mastrogiurato”; davanti al castello
i dignitari consegnano al Mastrogiurato la bandiera con lo stemma di Morano,
portata in sfilata da un gruppo di cavalieri.
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