Fu fondata nel periodo Bizantino conosciuta come “Neocastrum” (dal greco
“Neòcastron” cioè castello nuovo).
Si sviluppò e prosperò nel periodo Normanno e Svevo.
Il Castello fu rinforzato da Federico II, che vi tenne prigioniero il figlio
ribelle Enrico.
Nel periodo Angioino fu città demaniale, poi data in feudo ai Caracciolo e ai D’Aquino.
Nel 1683 fu distrutta dal terremoto e ricostruita più grande.
Nel 1799 i nobili aderirono al governo repubblicano e furono tutti uccisi dagli
abitanti fedeli ai Borboni.
E’ stata spesso devastata dalle piene dal fiume Piazza e dalla fiumara di
Nicastro.
In via Garibaldi ha sede il Museo Archeologico del Lamentino.
Il Castello Svevo (di origine Normanna) ricostruito dagli Hohenstaufen, ospitò
Enrico VI e Costanza, mentre Federico II vi tenne prigioniero il figlio ribelle
Enrico, sono visibili parte delle mura ed il mastio.
La chiesa di San Domenico fu eretta nel 1650 e terminata nel 1781, all’interno
volta affrescata, conserva pregevoli quadri e tele.
La chiesa di Santa Caterina, con ampia scalinata, fu eretta nel settecento,
sopra una preesistente più antica.
La Cattedrale, dedicata ai SS. Pietro e Paolo, fu eretta nel 1640, facciata con
tre portali, conserva i busti in argento dei due Santi.
Nel Palazzo del Seminario ha sede il Museo Diocesano.
La chiesa dei Cappuccini, con annesso il Convento, custodisce pregevoli tele e
altari in legno intagliato.
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