Fu fondata (forse) nel sec. XI (inizio) ed il nome si presume che derivi
dalle locuzioni greche “Korion elaion” (giardino d’olio).
Nel quattrocento gli abitanti aumentarono con l’arrivo di coloni dalle città di
Labonia e Crepacuore, adottando lo stemma di quest’ultima.
Fu affidata in feudo ai Sangineto, ai Sanseverino, ai Saluzzo di Genova.
La chiesa di Sant’Antonio da Padova fu fondata dai frati Francescani conventuali
e trasformata nel 1740, facciata barocca con marmi e cupola con piastrelle
maiolicate policrome, cupolette e portone in bronzo, conserva due tele del
settecento, mentre in sagrestia si trova il mausoleo in marmo d Barnaba Arenante
del cinquecento.
La chiesa di San Francesco di Paola custodisce una tela del cinque/seicento, un
coro del settecento, in sagrestia e nel chiostro affreschi del cinquecento.
Il Castello medievale fu tenuto dai principi Ruffo (sec. XV), dai duchi Saluzzo
(sec. XVIII), dai baroni Compagna (sec. XIX), si presenta con quattro torri
merlate, porta con stemma del 1490, ponte levatoio, all’interno cappella con
trittico, salone decorato, affreschi, tele, mobili e reperti vari.
Nella chiesa di San Pietro si trova l’icona della “Nuova Odigitria” (proveniente
dal Pathirion), due tele del settecento.
La Parrocchiale di Santa Maria conserva una tela del seicento, tele del
settecento, coro in legno e paramenti sacri.
Nella chiesa del Convento dei Cappuccini (ora ospedale) si trovano pregevoli
opere d’arte.
La chiesa dei Riformati (o di Santa Maria di Costantinopoli) conserva un
Crocifisso in legno del seicento e sculture in legno.
Poco distante dalla città si trova l’antico Monastero italo/greco di Santa Maria
del Pàtire (o Pathìrion), fondato fra il 1101 e il 1105 dal beato Bartolomeo di
Sìmeri (morto nel 1130), come risulta dalla bolla del papa Pasquale II che dava
autonomia da Rossano alla comunità monastica; il Monastero acquistò fama e
ricchezze ed ebbe anche una flottiglia nel mar Jonio, ma dal sec. XV perse
importanza e nel 1806 fu soppresso; la chiesa fu spogliata, ma restaurata in
varie epoche.
Il Monastero, in origine, era dedicato alla Madonna dei Mari (la Nuova Odigitria)
con il nome di Basilica della Vergine genitrice di Dio e della Nuova Odigitria
del Padre (cioè del beato Bartolomeo),infatti dalla parola “padre” deriva il
nome “Pathìrion”.
La chiesa è ben tenuta con tre absidi, facciata con portale ogivale, interno con
tre navate, parte del pavimento risale al periodo dell’abate Biagio (sec. XII).
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