Il nome deriva dal greco “Amanteia” in latino “Amantia”.
Tito Livio la cita come fondata nel luogo dell’antica “Clampetia”.
Nel periodo romano fu piccolo centro, mentre nel medioevo diventò importante
fortificazione bizantina.
Nel sec. IX diventò possesso di un emirato arabo, da cui partivano scorrerie
verso le coste calabresi.
Fu centro nevralgico nelle lotte fra Angioini e Aragonesi.
Nel 1495 oppose resistenza all’assedio di Carlo VIII e dopo pochi anni a quello
di Luigi XII.
Nel 1630 respinse le truppe del principe Belmonte Ravaschieri.
Assunse il ruolo di centro principale dell’insurrezione calabrese contro le
truppe di Napoleone Bonaparte che, nel 1806, la cinsero d’assedio prendendola
per fame.
La chiesa di San Bernardino con annesso convento, risale al sec. XV, facciata
con portico ogivale con cinque arcate e nove piatti in ceramica del quattrocento
murati a forma di croce, campanile quadrato, presbiterio originario gotico,
all’interno gruppo in marmo del 1505, figure in marmo e statua del quattrocento,
dal portico si accede all’oratorio della Confraternita dei Nobili che custodisce
un presepio del seicento, chiostro con arcate in pietra.
La chiesa dei Gesuiti conserva un pulpito in legno del seicento ed un organo del
settecento.
Della chiesa e convento di San Francesco sono visibili i ruderi.
La chiesa matrice di San Biagio, facciata con portale in pietra, conserva tele
del sei/settecento.
L’antico Castello, di origine non definita, fu restaurato dagli Aragonesi e da
Carlo V e le sue mura si congiungono con la cinta muraria (visibili vasti
ruderi).
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