Secondo alcuni studiosi può essere l’antica “Pandosia”, mentre secondo altri
sarebbe sorta nel luogo dove si trovava “Acheruntia” (derivata dalla città
brutia “Acra”).
Nel periodo delle guerre fra Angioini ed Aragonesi fu assediata vanamente, fu
espugnata per tradimento ed incendiata, mentre il difensore (Nicola Clancioffo)
fu segato a metà.
Nel 1497 subì notevoli devastazioni dai Francesi.
Nel 1799 fu attiva nei moti rivoluzionari.
Nel 1806 subì gravi stragi con l’abitato quasi distrutto.
Ha dato i natali al beato Angelo (detto il predicatore calabrese) (1669-1738) e
al poeta Vincenzo Padula (1819-1993).
La chiesa di Santa Maria Maggiore fu eretta sopra le rovine di un antica
costruzione romanica, conserva un Crocifisso del trecento ed opere del
settecento.
Il Palazzo Sanseverino conserva affreschi del settecento.
Del castello, costruito sul posto dell’antica Rocca dei Brutii; sono visibili i
ruderi.
La chiesa di San Nicola conserva un dipinto del seicento.
La chiesa dei Cappuccini (o del Beato Angelo) custodisce un gruppo in alabastro
ed una statua in legno del settecento; annesso alla chiesa è il convento del
beato Angelo che ospita il Museo Beato Angelo.
La chiesa di San Domenico conserva un altare a mosaico policromo.
Altre chiese da visitare sono Santa Caterina e dell’Annunziata.
Il Palazzo Feraudo ospita il Museo della Civiltà Contadina.
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